Foglie gialle giù

autore Manuela Rossi
data 21 Ottobre 2016

É inevitabile non associare all’autunno alcuni clichè: le castagne, le giornate uggiose (non si è mai visto scritto di bambino che non le nomini), la vendemmia, gli stormi di uccelli in migrazione, la nebbia agli irti colli… e tutte le altre immagini regalateci dal buon Giosuè.

Ma a summa di tutto questo vorrei qui citare l’analitica descrizione di questa stagione cantata dai Dik Dik in una cover dei Mamas & Papas: “Cielo grigio su, foglie gialle giù...”. Effettivamente non c'è nulla che identifichi meglio l'autunno se non le foglie colorate che cadono.

Vi siete mai chiesti cosa regola il cambiamento di colore nelle foglie e il motivo di una tale varietà di toni? Colpevole di aver trascurato un po' lo studio della fisiologia vegetale (forse in favore di altri aspetti della vita universitaria) sono andata a rivedere l'argomento... niente paura, non vi tedierò con i dettagli dei processi biochimici. In sostanza le foglie cominciano a mutare il loro colore non tanto a causa dell’abbassamento delle temperature quanto per la riduzione delle ore di luce giornaliere. Per le piante questo è un segnale chiaro: il costo energetico del mantenimento delle foglie supera i benefici dati dalla fotosintesi che queste possono svolgere durante il dì.

Poiché in natura lo spreco di energia non è contemplato, le foglie subiscono un processo che porterà alla loro caduta. Durante tale processo le foglie cambiano colore, anche se più che di un cambio si dovrebbe parlare di una “sottrazione” di colore. La clorofilla, il pigmento fotosintetico che conferisce il tono caratteristico dei vegetali, in questo periodo non viene più prodotta, mentre quella presente comincia a degradarsi; di conseguenza il verde si sbiadisce lasciando emergere altri pigmenti che erano già presenti nella foglia e svolgevano varie funzioni. Il colore giallo-arancione che ne emerge è dovuto ai flavionoidi e ai carotenoidi, i quali avevano lo scopo di proteggere le foglie dall’esposizione eccessiva alla luce solare nelle giornate primaverili e estive. Anche la produzione di questi pigmenti si arresta con l'arrivo dell'autunno ma, essendo più stabili rispetto alla clorofilla, il loro effetto cromatico permane più a lungo. Faggi, tigli e aceri si illuminano di queste sfumature proprio grazie a tali sostanze.

Le faggete sono, a mio avviso, i luoghi più belli da visitare in questi mesi. Se non ci siete mai stati, non perdete tempo e andate in Cansiglio, una piana nelle prealpi carniche situata a cavallo tra le province di Pordenone,Treviso e Belluno. Ma se volete, potete anche rimanere in zona (le faggete sono formazioni boschive frequenti in tutta la fascia prealpina) e concedervi un'escursione sul monte San Simeone o Cuarnan.

Tornando al mondo vegetale, avrete notato anche che alcune foglie assumono caratteristiche tinte rosse o addirittura porpora? Questi colori dipendono da un differente gruppo di pigmenti chiamati antocianine. A differenza della clorofilla, dei flavonoidi e dei carotenoidi, le antocianine non sono sempre presenti nella pianta, ma vengono sintetizzati solo in questo periodo dell'anno a partire da zuccheri residui presenti all'intereno della foglia. Il pH della linfa ne determinerà la tonalità: rosso acceso per le linfe più acide e toni più violacei per le altre. La funzione di questi pigmenti non è ancora chiara alla scienza, alcuni reputano che la sintesi di antocianine permetta di eliminare tossine, concentrandole nelle foglie che poi cadranno da lì a poco, altri ritengono che la colorazione rossa (generalmente associata ad un segnale di pericolo anche nel mondo animale) scoraggi gli insetti dannosi dallo svernare sulla pianta, altri infine considerano questi pigmenti come una sorta di protezione nei confronti degli ultimi sistemi ancora in grado di attuare la fotosintesi.

Le trasformazioni chimiche non sono le uniche responsabili del cambiamento di colore, anche le condizioni meteorologiche sono corresponsabili. Le basse temperature notturne bloccano la clorofilla, contribuendo a un ingiallimento più deciso, mentre durante il giorno condizioni più miti e assolate stimolano la produzione di antocianina, così come i periodi particolarmente secchi, questo farò acquistare alle foglie tinte più rossastre.

Nelle prossime escursioni fate caso a tutte queste sfumature e magari fate un piccolo pensiero su quante variabili entrano in gioco nel determinare il colore di una foglia d'autunno perché tra poco la decomposizione avrà il sopravvento e, come a scuola, quando al termine della lezione d'arte si mescolavano barbaramente tutte le tempere rimaste sulla tavolozza, il colore che prevarrà su tutto sarà il solito marrone!