Segni di una notte di mezza estate

Nella mia classifica personale dei mesi più belli, giugno è senza alcun dubbio il vincitore assoluto! Sorvolando sull’esigenza opinabile di dover stilare una classifica sui mesi dell’anno preferiti, quello che mi piace di questo momento è la sensazione di leggerezza e serenità che mi trasmette, come di un “inizio promettente”.

Anche se in questo periodo la durata del dì è massima rispetto a quella della notte, è proprio quest’ultima a riservare, dal mio punto di vista, le sorprese più sfavillanti.

Le notti di giugno sono il regno incontrastato del canto dei grilli e dei lampi delle lucciole. Una curiosità su questi coleotteri che illuminano i nostri prati: il fenomeno della luminescenza è prodotto attraverso un processo biochimico con una resa energetica tale da far impallidire anche le più moderne lampadine a LED. Riescono infatti a produrre una luce fredda dove il 90% dell’energia entrante è convertita in luce, e solo il 10% in calore (fatto comprensibile perché se non fosse così le lucciole si arrostirebbero ad ogni bagliore). Una resa energetica davvero invidiabile se pensiamo che l’efficienza di una normale lampadina ad incandescenza è del 5% (ciò vuol dire che il 95% dell’energia viene dissipata in calore) e nei moderni LED si arriva al massimo al 30%.

A giugno poi i prati sbocciano in mille colori e sembrano profumare in modo più intenso con il calare della sera. Se vi capitasse di intraprendere una passeggiata notturna tra le distese erbose di Cavazzo Carnico, della Val Resia o di Osoppo, tendete l’orecchio; potreste essere tra i fortunati che avvertono la presenza dei maschi cantori di Re di quaglie. Il suono di questo uccello è assolutamente inconfondibile: un cigolio metallico ripetitivo emesso a terra tra l’erba. Anche i rapaci notturni si fanno sentire in queste settimane: il classico canto dell’allocco (colonna sonora da film horror) o il persistente e monosillabico richiamo dell’assiolo, capace di continuare per ore a emettere la stessa nota penetrante.

Insomma le notti di fine primavera sono tutte da vedere, sentire e annusare, in attesa della calda estate che quest’anno comincerà il 20 giugno alle 22.34 (tempo universale; ovvero alle 00:34 del 21 giugno, in Italia): giorno del solstizio d’estate.

Il culto di questa giornata ha radici lontane in innumerevoli civiltà del passato e ancora oggi in molte nazioni europee tra il 21 e il 25 giugno si celebra la festa di mezz’estate. È una festività di origine pagana che richiama antichi riti legati alla raccolta di erbe, bacche, rugiada…

Anche in Friuli le tradizioni su questo tema abbondano. A sentirle oggi, queste usanze fanno sorridere, come ad esempio le tantissime forme di divinazione legate alla notte di San Giovanni (24 giugno). Degne di nota, per la loro stravaganza, sono le divinazioni relative alla sfera amorosa. In passato, le giovani donne (verosimilmente disperate) che volevano carpire qualche informazione sul loro possibile futuro marito, nella notte di San Giovanni potevano scegliere tra una ricca gamma di vaticini: c’era chi lasciava cardi sul davanzale per trarne delle informazioni, a seconda della loro inclinazione, in merito alla provenienza dello sposo; o chi rompeva un uovo di gallina in un bicchiere d'acqua per esporlo alla rugiada della notte e capire se il futuro matrimonio sarebbe stato felice o meno.

Ancor più diffusa in Friuli era la raccolta di erbe per il Mac di San Giuan (bouquet di San Giovanni). Nella notte di san Giovanni si raccoglievano particolari erbe come l’iperico, l’artemisia, la lavanda… ognuna con un particolare significato tramandato dalla tradizione, nella speranza che l’insieme fosse di buon auspicio per l’anno.

ALERT! (“Don’t try this at home!”) Nella speranza che non ci siano più casi di persone che affidano il loro destino sentimentale alla pendenza di un cardo o che facciano incetta di ribes a prevenzione di malefici, ricordo questi fatti a puro scopo narrativo, in ricordo di usanze del passato prive di qualsiasi fondamento scientifico.

Personalmente, l’unica raccolta che faccio in prossimità del giorno di San Giovanni è quella delle noci, anche se la scelta di questo periodo è legata esclusivamente alla corretta fase di maturazione delle noci stesse, ideale per la preparazione del liquore nocino e non per qualche miracolosa proprietà anti-iella che si nasconde nei gherigli.