Vicini di Casa

Vicini di casa
autore Manuela Rossi
data 18 Novembre 2016

Sarà qualche atavica pulsione, ma ai primi freddi sento un forte desiderio di nutrirmi di alimenti oltremodo calorici, ingrottarmi dentro casa e uscire esclusivamente per procacciarmi il cibo al supermercato. So che questa rubrica dovrebbe darvi suggerimenti per escursioni sul territorio o attività da svolgere en plen air ma, in tutta onestà, questa volta non mi sento di proporvi un'uscita al freddo e al gelo, perché, alle volte, senza dover muovere un passo fuori casa c'è chi si sposta per noi...

Anche un limitato orizzonte a doppi vetri può diventare una spettacolare quinta su un piccolo mondo fuori che è teatro di grandi cambiamenti, in particolar modo tra gli attori piumati del regno animale. Se avete la fortuna di avere un po' di verde fuori casa, installando una mangiatoia potrete facilmente rendervi conto di quanti e quali via vai avvengano nel corso dell'anno anche tra gli uccelli che frequentano le aree antropizzate... Insomma, che lo vogliamo o meno, il nostro giardino di casa è proprio un albergo, per loro!

Qualche giorno fa ho reincontrato in cortile il codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros). Tornato in pianura dopo aver passato la stagione riproduttiva nella sua residenza montana ha, per così dire, dato il cambio al cugino codirosso comune (Phoenicurus phenicurus) che ora si starà godendo lo svernamento nell'Africa subsahariana. Lo spazzacamino, tra i due, è più confidente e si avvicina molto alle case. Mi capita di osservarlo dalla finestra posato sul davanzale mentre flette ripetutamente le zame facendo vibrare la coda fulva.

Altro messaggero d'inverno è il pettirosso (Erithacus rubecula). Chi direbbe mai che questa palletta di piume è in realtà un combattente senza tregua?! È un animaletto molto territoriale, estremamente aggressivo nei confronti dei suoi conspecifici. Il secco “tic tic tic” emesso da posatoi, esibendo il petto colorato, non è che un chiaro “stai alla larga!” rivolto agli altri pettirossi. Si avvicina alle case specialmente durante la stagione fredda, ma se lo osservate in diversi periodi dell'anno non è affatto detto che sia sempre lo stesso. Questi passeriformi, oltre a compiere migrazioni altitudinali, (salgono in estate a quote più elevate per nidificare) sono anche migratori intrapaleartici che si spostano quindi in un territorio compreso tra l'Europa nord orientale e l'Africa mediterranea. Quello che saltella tra un ramo e l'altro ora lì fuori forse, qualche mese fa, becchettava larve in Lituania.

Diva incontrastata della mia mangiatoia è la cinciallegra (Parus major). Quasi assente al buffet durante l'estate, con l'arrivo dell'autunno è una presenza quotidiana. Mi chiedo se la cincia che ora sta banchettando in giardino sia la stessa che ad aprile sfilava dallo zerbino i miei capelli ingarbugliati, per utilizzarli come fodera del nido.

È fantastico, seguirle con lo sguardo mentre a gruppi di due o tre scendono in picchiata sul trespolo in legno per afferrare un seme di girasole e volare poco distante per posarsi e completare l'opera di decorticazione a suon di beccate. Le cinciallegre sono, in generale, piuttosto socievoli al di fuori del periodo riproduttivo, tanto da spostarsi anche in gruppi misti di specie affini. Interessante notare che per ridurre la competizione diretta alle risorse, le diverse specie hanno sviluppato la tendenza ad occupare nicchie differenti. In un bosco di latifoglie la cinciallegra frequenta la fascia più bassa, vicino al terreno, la cinciarella preferisce la parte sommitale delle chiome mentre la cincia bigia i rami intermedi.

Mi rendo conto ora che ancor più interessato di me a queste osservazioni al calduccio di casa è Zorro, il mio gatto. Concentratissimo segue nervosamente questo andirivieni, a poche zampe dal naso, emettendo fraseggi isterici e battendo i denti... atteggiamento sicuramente dettato da un istinto predatorio mai sopito. Io lo guardo e mi sento un po' in colpa perché mi rendo conto che la mangiatoia, oltre che decine di piccoli passeriformi, sta alimentando anche la sua frustrazione. Fortunatamente per cince & co. il micione vive in casa! Non vi è dubbio che sarebbe poco lungimirante foraggiare gli uccellini mentre il mio gatto è libero: ne vedrei ben pochi e la maggior parte di questi li ritroverei come dono, spennati, sul tappeto del salotto!!!