Contro il logorio della vita moderna

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Un tuffo dalla piattaforma

Questi sono giorni di ferie, di ultimi ghiaccioli e di sere (sempre più buie) davanti alla televisione nella speranza di una medaglia olimpica in uno dei tanti sport mai praticati. Sono sempre stata piuttosto antiaderente a qualsivoglia attività sportiva, eppure il sacro fuoco olimpico accende ogni quattro anni in me il desiderio di iniziare qualche nuova disciplina: scherma, tiro al piattello, nuoto sincronizzato... fortunatamente questo fermento si esaurisce ancor prima della cerimonia di chiusura dei giochi.
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Venzone horror story

Capita spesso che la gente che visita la Casa delle Farfalle di Bordano chieda un consiglio su dove proseguire la giornata nei paraggi e tra le varie opzioni Venzone è sempre un buon suggerimento. La strada che collega i due paesi costeggia il Tagliamento seguendo le pendici del monte San Simeone; quando l’ho percorsa la prima volta l’ho trovata al quanto piacevole e distensiva… fino a che non ho scoperto che quella strada mi stava portando dritta dritta a Piluèr!
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Chiacchiere di lavatoio

Lasciata Salt, l’ultima borgata di Artegna, e proseguendo per Montenars, ci si imbatte, subito prima del ponte sul fiume Orvenco, in un lavador. Da qui parte il sentiero di cui voglio parlarvi oggi: un suggerimento da tenere nel taschino per un’escursione dell’ultimo minuto adatta alle più calde giornate d’estate (dresscode: scarpe da escursionismo e costume da bagno).
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Segni di una notte di mezza estate

Nella mia classifica personale dei mesi più belli, giugno è senza alcun dubbio il vincitore assoluto! Sorvolando sull’esigenza opinabile di dover stilare una classifica sui mesi dell’anno preferiti, quello che mi piace di questo momento è la sensazione di leggerezza e serenità che mi trasmette, come di un “inizio promettente”.
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Sul ponte di Braulins e sul Tagliamento

Metà degli anni ’80. Ogni domenica d’estate una Fiat 1100 celeste imboccava la strada che si immette sul ponte di Braulìns in direzione di Trasaghis e ogni domenica i passeggeri all’interno (io e mio cugino) sapevano che sarebbero stati costretti dal conducente (mio nonno) a intonare così: “Sul puint di Braulins, al è passât un asìn, cu la cussute plene di luvìns…” [Sul ponte di Braulins, è passato un abitante della Val d'Arzino, con la gerla carica di luvìns].