Etologia

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Piccante.....ma non per tutti!

Il peperoncino per non essere mangiato ha evoluto un sistema deterrente che tutti conosciamo: la piccantezza! La sensazione di bruciore che proviamo quando mangiamo questo frutto è data da alcuni composti chimici (alcaloidi), tra cui il più importante è la capsaicina. Non tutti gli animali però reagiscono allo stesso modo a tale composto. Gli uccelli, ad esempio, ne sono immuni poiché non possiedono i recettori su cui agisce questo alcaloide. Questo fa supporre che la capsaicina si sia evoluta proprio per evitare che i peperoncini venissero mangiati dai mammiferi, il cui sistema digestivo danneggerebbe i semi che non sarebbero più in grado di germogliare, mentre tali semi passerebbero inalterati nel tratto digestivo degli uccelli.
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Gracidare come un toro

La rana toro nordamericana (Rana catesbeiana) deve il suo nome al canto simile a quello di un bovino. Lo emette durante la stagione riproduttiva ed è particolarmente potente. Ha la funzione di attirare femmine e riunire i maschi che si affrontano, con scontri e minacce, in un vero e proprio “rodeo” di rane.
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L'inganno del Margay

Recenti studi hanno evidenziato la capacità del Margay (Leopardus weidii), di imitare i suoni delle proprie prede per attirarle e cacciarle con più facilità. Questo piccolo felino diffuso in Centro e Sud America, produce dei suoni simili ai vocalizzi emessi dai tamarini, delle piccole scimmie che vivono in gruppi sociali sugli alberi della foresta. In particolare il Margay riproduce il richiamo prodotto dagli individui giovani di tamarino, per attirare l’attenzione degli adulti che si avvicinano incauti ed ignari al loro predatore.
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Pescare all'ombra

L'airone nero africano (Egretta ardesiaca), ha sviluppato un’eccezionale strategia di caccia per catturare piccoli pesci di cui si nutre. Per riuscire a vedere le sue prede dispone le ali in modo tale da creare un cono d'ombra sotto di sé ed eliminare in questo modo il riflesso del sole. Sembra inoltre che con questa tecnica l'airone riesca ad attirare i pesci che solitamente riconoscono le zone d'ombra come posti sicuri in cui rifugiarsi.
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Scimmie da urlo

Le scimmie urlatrici del Centro e Sud America delimitano e difendono il loro territorio “urlando a squarciagola”. Grazie alla particolare conformazione della laringe che funziona come cassa di risonanza, sono in grado di produrre suoni potentissimi, simili a dei ruggiti, udibili a diversi chilometri di distanza. Le urla vengono quindi utilizzate come sorta di “barriera sonora” per definire i limiti del loro territorio ed evitare così eventuali scontri diretti con gli avversari