Animali in pillole

[ Blog ]

L'orchidea seduttrice

Le orchidee Ophrys, diffuse in Europa, si fanno impollinare da insetti che attirano con l’inganno. I loro fiori hanno forma e odore simili alle femmine di alcune vespe, per attirarne i maschi in una vera e propria “trappola amorosa”. Le vespe maschio, convinte di trovarsi di fronte ad una femmina, tentano di accoppiarsi con il fiore, imbrattandosi così di polline che trasporteranno verso un'altra orchidea.
[ Blog ]

Svelato il mistero delle lunghe code

Da sempre gli studiosi si sono interrogati su quale fosse la funzione delle lunghe code presenti nelle ali di alcune falene tropicali. Finalmente, recenti osservazioni sembrano svelare il mistero: servono a ingannare e fuorviare i pipistrelli. La loro forma e il loro particolare movimento durante il volo confonde il sonar dei predatori volanti che, nella maggior parte dei casi, falliscono il loro attacco.
[ Blog ]

Il tambureggiamento del picchio

Il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) utilizza rami e tronchi di albero come strumento acustico. Con il becco colpisce ripetutamente il legno producendo un caratteristico suono che può essere udito dagli altri individui della propria specie anche a notevole distanza. Questo segnale sonoro viene utilizzato con il duplice scopo di attrarre le femmine e tenere lontani gli altri maschi.
[ Blog ]

La cincindela con protezione 50

Le cicindele sono dei coleotteri predatori che tendono feroci agguati agli ignari insetti che passano nelle loro vicinanze. Molto spesso il territorio di caccia di questi animali è rappresentato da aree soleggiate con suoli sabbiosi che, sotto il sole cocente, possono raggiungere temperature proibitive. Per resistere a queste condizioni, le cicindele hanno sviluppato una colorazione metallica sulla parte ventrale del corpo che probabilmente ha lo scopo di riflettere i caldi raggi infrarossi emessi dalla sabbia ed evitare così un pericoloso surriscaldamento.
[ Blog ]

Il pesce cecchino

I pesci arciere (Toxotes jaculator), diffusi nelle acqua dolci e salmastre del Sud est asiatico, devono il loro nome alla singolare capacità di produrre un forte getto d'acqua con la bocca. In questo modo riescono a colpire gli insetti che si trovano su foglie o rami vicini alla superficie dell'acqua. Le piccole prede, colpite anche da un metro di distanza, cadono e vengono prontamente divorate.